Etica

Perchè è ancora e sempre importante la riflessione etica?
Pubblicato il 04 gennaio 2013 in Etica e bioetica.

Credo possano essere almeno 3 i motivi attorno a cui ruota questa rinascita di interesse per la filosofia pratica.
1) La consunzione dei valori morali tradizionali (rappresentata dalla metafora Nietzschiana della Morte di Dio), dovuta essenzialmente alla decostruzione del concetto stesso di etica prodotta dall’analisi stimolante e talvolta geniale che alcuni “maestri del sospetto” hanno condotto, non ha messo a tacere la richiesta di senso che interpella le nostre coscienze. E’ certo tuttavia che nel nostro tempo sono state recise in buona parte le radici metafisiche dell’agire e il dramma che dentro tutti noi risuona è quello espresso genialmente nei Fratelli Karamazov “Che cosa ne sarà dell’uomo? Senza Dio e senza vita futura tutto è permesso, tutto è lecito?”
2) Oltre alla consunzione delle morali tradizionali, nuovi problemi grandiosi e urgenti ci incalzano per l’enorme dilatarsi del possibile che la scienza pone nelle nostre mani e siamo spinti a chiederci fino a che punto si debba fare tutto quello che si può fare.
3) Infine uomini e culture diverse vivono sempre più a stretto contatto, con visioni del mondo sovente inconciliabili e irriducibili ad una sintesi condivisa. Il bene degli uni non coincide con il bene degli altri e diviene difficile trovare modelli normativi condivisi e talvolta persino vicendevolmente tollerabili.
L’etica ha natura discorsiva e razionale, cerca cioè di motivare con argomenti logicamente accettabili l’area del possibile e di valutare le dimensioni dell’intenzionalità. Come abbiamo visto la parola “etica” trova la sua radice etimologica in èthos che significa costume, abitudine, comportamento derivante dal luogo in cui si abita. Vi è dunque un nesso tra azioni e regole della comunità di appartenenza anche se oggi tendiamo a dare alla parola etica un senso più ampio, una dimensione che pretendiamo abbia valenza universale e necessaria.
Prima di proseguire vorrei ricordare che, ovviamente, non ogni agito è rilevante sul piano etico. Ad esempio se si decide di mangiare o di bere solitamente possiamo ritenere queste azioni irrilevanti sul piano etico ma, se si sceglie di non mangiare, al fine di lasciarsi morire, è evidente che ciò assume una rilevanza etica. Quindi si intuisce che non è tanto l’azione ad interessare le nostre riflessioni quanto l’intenzionalità che la supporta e la guida.
Inoltre, un’altra importante distinzione, in parte scontata ma comunque necessaria, è che il “bene” e “bravo” in ambito tecnico non necessariamente coincidono con il “bene” e “bravo” in ambito etico.




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Tags: etica, morale, valori
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