Darwin
“Il fatto è che l’incostanza, il cambiamento incoercibile
e il caotico procedere verso un futuro aperto è la cifra
essenziale del biologico e in definitiva del vivente…”
Edoardo Boncinelli
Cercheremo di illustrare il pensiero di Darwin (1809-1882), che oggi domina la biologia ma anche la psicologia, la medicina e l'antropologia, analizzando le sue 4 opere principali che sono:
·
· Il viaggio di un naturalista intorno al mondo (1839),
· L’origine delle specie (1859),
·
L’origine
dell’uomo
(1871),
Autobiografia (1876).
Nel 2009 si festeggiava una doppia ricorrenza legata al nome di Charles Darwin: il bicentenario della sua nascita, avvenuta il 12 febbraio 1809 e il centocinquantesimo anniversario de “L’origine delle specie”, pubblicata il 24 novembre 1859.
Credo possa essere opportuno riprendere e approfondire, anche alla luce di alcuni recenti contributi, quella teoria dell’evoluzione per selezione naturale che così profondamente ha influenzato tutto lo sviluppo della cultura del nostro tempo.
I primi tentativi di sistematizzazione dei viventi si trovano già nel “De anima” di Aristotele dove gli animali vengono classificati basandosi sul tipo di locomozione e sull’ambiente ove si muovono (aria, acqua e terra). In seguito formulò altre teorie negli scritti: “La storia degli animali”, “Sulle parti degli animali” e “Sulla generazione degli animali”, suddividendo gli animali tra quelli con sangue e quelli senza sangue (uomo, quadrupedi, cetacei, pesci e uccelli da una parte; crostacei, molluschi, vermi insetti dall’altra). Come si può notare, questa ripartizione risulta essere molto vicina alla attuale distinzione tra vertebrati e invertebrati. Tutte le classificazioni, per quanto ingenue, sono la manifestazione di un desiderio tassonomico che tradisce la volontà di ordinare, capire e, se possibile, controllare e dominare il mondo. Tra i più antichi tentativi di ordinare i viventi possiamo ricordare quello di Teofrasto (371 a.C. – 287 a.C.), allievo di Aristotele, con 2 opere “Storia delle piante” e “Cause delle piante”, che coniò il termine botanica. Si può poi citare la “Storia naturale” di Plinio il Vecchio (07 d.C. -78) dove si difendono con forza le ragioni di una visione vegetariana.
Nel 1700 la botanica e la zoologia erano in attesa di una più precisa e sintetica sistematizzazione quando giunse la proposta tassonomica dello svedese Carlo Linneo (1707-1778) che scrisse “Sistema della natura” (ove ordinò 4400 animali). A lui si deve la nomenclatura binomiale (1735).
In calce all’opera si legge: “Deus creavit, Linneo disposuit.” L’idea era di classificare utilizzando un nome generico e uno specifico, un po’ come fossero cognome e nome. (es. Fisalis angulata). Oggi ci orientiamo suddividendo in genere i viventi in: domini, regni, fila, classi, ordini, famiglie, sottofamiglie, generi, specie, sottospecie e razze.



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